Oggetto/ostacolo
La parola “oggetto” in senso etimologico significa “cosa gettata”, l’oggetto diventa quindi una cosa che precipita nella vita, che viene usata dagli uomini per colpire altri uomini, per renderne difficoltoso il cammino. Possiamo immaginare la nostra vita come un percorso lungo il quale incontriamo dei problemi, per risolverli creiamo degli oggetti (si pensi a come nasce la tessa idea di utensile nell’uomo primitivo). Ma gli oggetti non si uniscono a noi come un abilità acquisita, rimangono sempre staccati e quindi in conflitto, generano a loro volta nuovi problemi che necessitano di nuove soluzioni. Certamente non possaimo fare a meno delle cose e ritornare a vivere sugli alberi ma questa considerazione dovrebbe far pensare che gli oggetti non sono innocenti, sono “armi” che ci ostacolano e come tutte le cose pericolose anche se indispensabili vanno trattati con cura. Perché se sono ostacoli inevitabili bisogna quanto meno cercare di ridurne il numero e per fare ciò bisogna avere oggetti che risolvano i problemi senza crearne altri.
Quindi, come non si affiderebbe mai ad un pasticcere la progettazione di un ponte, così la progettazione degli oggetti quotidiani andrebbe sempre affidata a qualcuno, in possesso delle competenze e della serietà morale.




