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	<title>Commenti a: Conflitti interni</title>
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	<description>cronosinclastico</description>
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		<title>Di: Sketchin - There is life inside experience design &#187; Buono e cattivo design</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2005/11/25/conflitti-interni/comment-page-1/#comment-73</link>
		<dc:creator>Sketchin - There is life inside experience design &#187; Buono e cattivo design</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 10:30:48 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Meet the media guru - Bill Moggridge 2. U come user - Csia 3. Enzo Mari - SUPSI  La differenza fra buon design e cattivo design si accentua continuamente e il divario fra il mondo del &#8220;carino&#8221;, del futile ma bello, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Meet the media guru &#8211; Bill Moggridge 2. U come user &#8211; Csia 3. Enzo Mari &#8211; SUPSI  La differenza fra buon design e cattivo design si accentua continuamente e il divario fra il mondo del &#8220;carino&#8221;, del futile ma bello, [...]</p>
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		<title>Di: Jester</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2005/11/25/conflitti-interni/comment-page-1/#comment-36</link>
		<dc:creator>Jester</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 17:06:43 +0000</pubDate>
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		<description>Prima di tutto io sono l&#039;autore dell&#039;articolo originale e mi fa piacere vedere che qualcuno, anche se a distanza ormai di 2 anni, ha voluto lasciare un commento a quello che avevo scritto.
Per prima cosa è necessario che contestualizzi almeno un minimo il mio articolo. Lo scrissi in un momento di grande ira dovuta al costante scontrarsi con persone incapaci che purtroppo spesso occupano ruoli di potere. Con questa precisazione non voglio rinnegare le cose che scrissi ma non posso non sorridere rileggendo certe espressioni come: &quot;Abusato, stuprato da un imprenditore e lasciato senz’acqua dai suoi stessi padri.&quot; Non mi ricordo bene ma dovevo essere molto incazzato quel giorno. In ogni caso non voglio sprecare l&#039;occasione di discutere di questo argomento con chi ha voluto esprimere la propria opinione.
Sono fondamentalmente d&#039;accordo con le cose che ho scritto e cioè che oggi ci troviamo in un periodo di decadenza per quanto rguarda il design, dove interessi economici e politici decidono chi deve lavorare e chi no e dove spesso i designer non progettano veramente ma disegnano giochini, i &quot;giovani designer&quot; assomigliano di più a artisti che si costruiscono la seggiolina della cucina con quello che trovano in casa.
Io per primo mi diverto, quando riesco, a costruirmi le cose in casa ma questo non significa che chiunque sappia dare due martellate sia un designer. 
Mantenere il proprio gesto progettuale fresco e spontaneo è fondamentale ma non si può pensare che il design sia semplicemente fare quello che si vuole solo perchè lo si ritiene carino. Questo va benissimo e tutti dovrebbero sentirsi liberi di poter giocare ma un vero prodotto di design dovrebbe anche crescere su basi un po&#039; più solide che semplicemente la trovata divertente da far vedere agli amici quando vengono a cena. 
Il fatto che oggi vada tanto di moda questo design spensierato e esagerato non è secondo me un buon segno. Qunado gli oggetti sono troppo invadenti tolgono spazio alle persone.
Quanti possono permettersi di comprare le cose che vengono esposte al salone del mobile? I designer(quasi tutti almeno) progettano per il 10% della popolazione mondiale...forse varrebbe la pena provare almeno ad immaginare qualcosa anche per gli altri. Questo si può fare in molti modi differenti, sicuramente progettando un depuratore per l&#039;acqua che si possa assemblare con materiali poveri ma anche disegnando oggetti della vita quotidiana che creino con le persone un rapporto non morboso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto io sono l&#8217;autore dell&#8217;articolo originale e mi fa piacere vedere che qualcuno, anche se a distanza ormai di 2 anni, ha voluto lasciare un commento a quello che avevo scritto.<br />
Per prima cosa è necessario che contestualizzi almeno un minimo il mio articolo. Lo scrissi in un momento di grande ira dovuta al costante scontrarsi con persone incapaci che purtroppo spesso occupano ruoli di potere. Con questa precisazione non voglio rinnegare le cose che scrissi ma non posso non sorridere rileggendo certe espressioni come: &#8220;Abusato, stuprato da un imprenditore e lasciato senz’acqua dai suoi stessi padri.&#8221; Non mi ricordo bene ma dovevo essere molto incazzato quel giorno. In ogni caso non voglio sprecare l&#8217;occasione di discutere di questo argomento con chi ha voluto esprimere la propria opinione.<br />
Sono fondamentalmente d&#8217;accordo con le cose che ho scritto e cioè che oggi ci troviamo in un periodo di decadenza per quanto rguarda il design, dove interessi economici e politici decidono chi deve lavorare e chi no e dove spesso i designer non progettano veramente ma disegnano giochini, i &#8220;giovani designer&#8221; assomigliano di più a artisti che si costruiscono la seggiolina della cucina con quello che trovano in casa.<br />
Io per primo mi diverto, quando riesco, a costruirmi le cose in casa ma questo non significa che chiunque sappia dare due martellate sia un designer.<br />
Mantenere il proprio gesto progettuale fresco e spontaneo è fondamentale ma non si può pensare che il design sia semplicemente fare quello che si vuole solo perchè lo si ritiene carino. Questo va benissimo e tutti dovrebbero sentirsi liberi di poter giocare ma un vero prodotto di design dovrebbe anche crescere su basi un po&#8217; più solide che semplicemente la trovata divertente da far vedere agli amici quando vengono a cena.<br />
Il fatto che oggi vada tanto di moda questo design spensierato e esagerato non è secondo me un buon segno. Qunado gli oggetti sono troppo invadenti tolgono spazio alle persone.<br />
Quanti possono permettersi di comprare le cose che vengono esposte al salone del mobile? I designer(quasi tutti almeno) progettano per il 10% della popolazione mondiale&#8230;forse varrebbe la pena provare almeno ad immaginare qualcosa anche per gli altri. Questo si può fare in molti modi differenti, sicuramente progettando un depuratore per l&#8217;acqua che si possa assemblare con materiali poveri ma anche disegnando oggetti della vita quotidiana che creino con le persone un rapporto non morboso.</p>
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		<title>Di: KaTiA</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2005/11/25/conflitti-interni/comment-page-1/#comment-34</link>
		<dc:creator>KaTiA</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 15:47:42 +0000</pubDate>
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		<description>è purtroppo un qualcosa difficile da cambiare. Dopo il boom economico non c&#039;è niente da fare, i soldi danno la possibilità di potersi mostrare per quel che si ha. E quello che io chiamo &quot;design di lusso&quot; sta scalzando il design industriale... ma il design è nato o no per rendere migliori gli oggetti di uso quotidiano e che tutti possono usare?
... questo è il dilemma...
Io sto per entrare in questo mondo e già da fuori comincio a pensare, mi sembra una buona partenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è purtroppo un qualcosa difficile da cambiare. Dopo il boom economico non c&#8217;è niente da fare, i soldi danno la possibilità di potersi mostrare per quel che si ha. E quello che io chiamo &#8220;design di lusso&#8221; sta scalzando il design industriale&#8230; ma il design è nato o no per rendere migliori gli oggetti di uso quotidiano e che tutti possono usare?<br />
&#8230; questo è il dilemma&#8230;<br />
Io sto per entrare in questo mondo e già da fuori comincio a pensare, mi sembra una buona partenza.</p>
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		<title>Di: alex</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2005/11/25/conflitti-interni/comment-page-1/#comment-21</link>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 12:12:04 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che una risposta unica non ci sia, non ancora per lo meno. Di sicuro la società è cambiata, di sicuro il problema sta nei designer e di sicuro il design vive più momenti di contraddizione. Quello che penso è che, nel dubbio, bisogna chiarire, informarsi. Credo infatti che il problema primario sia informare la società. Mi spiego: i dipinti sacri dal XV al XVII secolo nelle chiese erano chiari a tutti, popolani e aristocratici e questo perchè i temi ritratti erano passi della bibbia che chiunque conosceva. Da qui il grande valore di queste opere, anche al tempo (nel senso che anche al tempo un poveraccio sapeva quanto valore artistico ed economico avesse un dipinto del genere). Il problema oggigiorno è che la gente per cui &quot;lavoriamo&quot; non sa di cosa stiamo parlando perchè il linguaggio uniformato è quello nato negli anni &#039;50 con la TV, basato sull&#039;immagine. Il culto dell&#039;immagine è ciò che regna ai giorni nostri ed è per questo che vediamo lavorare così bene quelli che definisci &quot;designer prostituta&quot; che non sono altro che professionisti che sanno lavorare bene con l&#039;effetto creato dalle proprie creazioni, le immagini appunto. L&#039;obiettivo quindi non è, secondo me, cercare di distruggere l&#039;immagine ma sapere usare questo canale di comunicazione per inserirne altri, ben più profondi e nobili (se vogliamo). Chi l&#039;ha detto che l&#039;etica debba essere brutta per distinguersi da ciò &quot;che va&quot;? Chi l&#039;ha detto che non debba andar di moda separare i rifiuti? ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che una risposta unica non ci sia, non ancora per lo meno. Di sicuro la società è cambiata, di sicuro il problema sta nei designer e di sicuro il design vive più momenti di contraddizione. Quello che penso è che, nel dubbio, bisogna chiarire, informarsi. Credo infatti che il problema primario sia informare la società. Mi spiego: i dipinti sacri dal XV al XVII secolo nelle chiese erano chiari a tutti, popolani e aristocratici e questo perchè i temi ritratti erano passi della bibbia che chiunque conosceva. Da qui il grande valore di queste opere, anche al tempo (nel senso che anche al tempo un poveraccio sapeva quanto valore artistico ed economico avesse un dipinto del genere). Il problema oggigiorno è che la gente per cui &#8220;lavoriamo&#8221; non sa di cosa stiamo parlando perchè il linguaggio uniformato è quello nato negli anni &#8216;50 con la TV, basato sull&#8217;immagine. Il culto dell&#8217;immagine è ciò che regna ai giorni nostri ed è per questo che vediamo lavorare così bene quelli che definisci &#8220;designer prostituta&#8221; che non sono altro che professionisti che sanno lavorare bene con l&#8217;effetto creato dalle proprie creazioni, le immagini appunto. L&#8217;obiettivo quindi non è, secondo me, cercare di distruggere l&#8217;immagine ma sapere usare questo canale di comunicazione per inserirne altri, ben più profondi e nobili (se vogliamo). Chi l&#8217;ha detto che l&#8217;etica debba essere brutta per distinguersi da ciò &#8220;che va&#8221;? Chi l&#8217;ha detto che non debba andar di moda separare i rifiuti? ;-)</p>
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