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	<title>Infundibolo &#187; oggetti</title>
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		<title>Modu, cellurare o un po&#8217; di più?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 14:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dopo essermi imbattuto in diversi articoli su Modu visionati superficialmente, oggi con un attimo più di attenzione mi sembra di aver visto qualcosa di più&#8230;
C&#8217;è chi lo ha presentato come un &#8220;cellulare lego&#8220;, chi come un &#8220;cellulare ad incastro&#8220;. Il sito ufficiale, ad oggi, è molto scarno, solo un bel video presenta più che il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2008/02/modu.jpg" alt="modu mobile fone" /></p>
<p>Dopo essermi imbattuto in diversi articoli su Modu visionati superficialmente, oggi con un attimo più di attenzione mi sembra di aver visto qualcosa di più&#8230;</p>
<p>C&#8217;è chi lo ha presentato come un &#8220;<a href="http://www.visionpost.it/index.asp?C=3&amp;I=2910" target="_blank">cellulare lego</a>&#8220;, chi come un &#8220;<a href="http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2183532" target="_blank">cellulare ad incastro</a>&#8220;. Il sito ufficiale, ad oggi, è molto scarno, solo un bel video presenta più che il prodotto uno scenario d&#8217;uso. In realtà è una collezione di frammenti che lasciano intravedere qualcosa di vago e non molto di più, anche l&#8217;immagine del prodotto compare solo qualche frazione di secondo.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8Fx4WUutlJY&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/8Fx4WUutlJY&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Nel video si vede il Modu infilato in un tostapane, in un telefono fisso, in un portatile, in auto, in un GPS &#8230;</p>
<p>Tecnicamente si tratta di un oggetto leggermente più sottile dell&#8217;attuale generazione di iPod Nano e che pesa poco più di 42 grammi. È dotato di un piccolo schermo a colori e di una tastiera essenziale, che gli permettono di funzionare da cellulare rudimentale. Incorpora l&#8217;antenna e tutta la circuiteria necessaria per ricevere e inviare informazioni sulle reti cellulari, in uno spazio ridotto e appositamente predisposto per l&#8217;inserimento nelle suddette custodie.</p>
<p>Anche se tecnicamente si tratta di un aggeggio basato su un modulo di comunicazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GPRS" target="_blank">gprs</a>, mi sembra un oggetto più simile ad un contenitore della propria identità personale (contatti, gusti, preferenze, impostazioni) che di volta in volta può essere inserita nel dispositivo che stiamo utilizzando per renderlo uno strumento immediatamente personalizzato e pronto per la sua funzione specifica.</p>
<p>Quest&#8217;idea mi elettrizza e allo stesso tempo mi pone qualche interrogativo (e se lo perdo?). Comunque credo che chiamare Modu cellulare a questo punto sia molto riduttivo.</p>
<p>Resta da vedere come questo scenario che coinvolge molti prodotti e necessita di un ecosistema di oggetti si possa concretizzare nel mercato.</p>
<p>[sito del produttore: <a href="http://www.modumobile.com/" target="_blank"><font size="-1"><span class="a">www.modumobile.com</span></font></a> ; fonti: <a href="http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2183532" target="_blank">Punto Informatico</a>, <a href="http://www.visionpost.it/index.asp?C=3&amp;I=2910" target="_blank">Visionpost</a>]</p>


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		<title>Trialsystem: urbano versatile</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2007/08/17/trialsystem-urbano-versatile/</link>
		<comments>http://www.infundibolo.org/2007/08/17/trialsystem-urbano-versatile/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Aug 2007 08:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[arredo]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[urbano]]></category>

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		<description><![CDATA[
Vi presento il progetto di un supporto espositivo versatile per la comunicazione urbana (ma non solo), al cui sviluppo ha collaborato anche la nostra alice cronosinclastica.
TrialSystem, ideato da Wallcovering, è un estruso dalla forma triangolare aperta in un angolo. Questo gli consente di essere utilizzato sia come supporto a sé stante che come copertura che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/08/senza-titolo-3.jpg" alt="trialsystem città" /></p>
<p>Vi presento il progetto di un supporto espositivo versatile per la comunicazione urbana (ma non solo), al cui sviluppo ha collaborato anche la nostra <a href="http://www.linkedin.com/in/alicegarbocci" target="_blank">alice</a> cronosinclastica.</p>
<p>TrialSystem, ideato da Wallcovering, è un estruso dalla forma triangolare aperta in un angolo. Questo gli consente di essere utilizzato sia come supporto a sé stante che come copertura che abbraccia un palo della segnaletica già esistente. Può inoltre essere sfruttato sia in verticale che in orizzontale, per supportare comunicazione sulla sua stessa superficie o fornendo supporto a teli o pannelli.</p>
<p>TrialSystem si propone di cambiare il volto della città diventando simbionte con l&#8217;arredo urbano già esistente con una comunicazione complementare e in grado di aprire nuovi spazi.</p>
<p><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/08/senza-titolotgr-3.jpg" alt="trialsystem tecnico" /></p>
<p>Dal punto di vista tecnico la sua forma punta a coniugare semplicità e facilità produttiva con la possibilità di fissaggi in modi e con suporti diversi. E&#8217; in grado di accogliere al suo interno la forma di un palo per la segnaletica urbana del diametro di 60mm ma comunque ha una struttura portante sufficientemente rigida. Può essere prodotto in vari materiali come metallo, plastica e gomma e prevede una vasta gamma cromatica.</p>
<p>E&#8217; possibile trovare tutti i dettagli tecnici e una presentazione completa sul sito <a href="http://www.trialsystem.eu/" target="_blank">www.trialsystem.eu</a></p>


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		<title>Inchiostro elettronico</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2007/07/07/inchiostro-elettronico/</link>
		<comments>http://www.infundibolo.org/2007/07/07/inchiostro-elettronico/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2007 10:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[e-ink]]></category>
		<category><![CDATA[schermo]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Vorrei presentare a chi già non lo conoscesse l&#8217;inchiostro elettronico (e-ink).
Qui potete trovare una spiegazione di come funziona questa tecnologia.
In pratica potete avere un display (per ora in bianco/nero, ma in
futuro probabilmente anche a colori) piatto, flessibile, dalla visualizzazione nitida e ben visibile, senza retroilluminazione, anche in luoghi molto luminosi.
Questo tipo di display è inoltre [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/07/e_parer1.jpg" alt="e_parer1.jpg" /></p>
<p>Vorrei presentare a chi già non lo conoscesse l&#8217;inchiostro elettronico (e-ink).</p>
<p><a href="http://www.eink.com/technology/howitworks.html" target="_blank">Qui</a> potete trovare una spiegazione di come funziona questa tecnologia.<br />
In pratica potete avere un display (per ora in bianco/nero, ma in<br />
futuro <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1986503" target="_blank">probabilmente anche a colori</a>) piatto, flessibile, dalla visualizzazione nitida e ben visibile, senza retroilluminazione, anche in luoghi molto luminosi.<br />
Questo tipo di display è inoltre abbastanza economico tanto che Siemens ipotizza che in futuro costeranno pochissimo, al punto da poter essere utilizzati su prodotti di consumo come le <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1368419">scatole dei cereali</a>.<br />
La risoluzione di questi schermi dagli 80 <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dots_per_inch" target="ontop" rel="nofollow">dpi</a> programmati nel 2007 arriveranno ben presto ai 160 dpi nei due anni successivi per permettere un&#8217;immagine sempre più nitida.</p>
<p><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/07/technology_inkballs3.jpg" alt="funzionamento e-ink" /></p>
<p><a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/07/orologio2.jpg" title="orologio seiko e-ink"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/07/orologio2.miniatura.jpg" class="alignleft" alt="orologio seiko e-ink" /></a> In pratica non si tratta di una superficie che emette luce colorata (come gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schermo_a_cristalli_liquidi" target="_blank">LCD</a>, o i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tubo_catodico" target="_blank">CRT</a>) ma che cambia colore attraverso un pigmento.</p>
<p><a href="http://www.eink.com/products/customers.html" target="_blank">Qui</a> potete trovare una galleria di applicazioni. Per averne un esempio reale sotto gli occhi andate un un grande magazzino o in un negozio di telefonia e guardate lo schermo di un<br />
motorola MotoFone F3.</p>
<p>fonti: <a href="http://punto-informatico.it/" target="_blank">punto-informatico</a>, <a href="http://www.eink.com/" target="_blank">e-ink </a></p>


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		<title>Open Design Club</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2007/05/30/open-design-club/</link>
		<comments>http://www.infundibolo.org/2007/05/30/open-design-club/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 18:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
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		<description><![CDATA[ Open Design Club è un sito che pubblica progetti condivisi dai propri progettisti. Sono presenti le istruzioni per costruire i prodotti che sono liberamente ridistribuibili in quanto utilizzano una licenza Creative Commons .
Ecco  come si presentano:
&#8220;Ci piace pensare a noi stessi come uno studio virtuale di desgin, che offre l&#8217;oppurtunità di presentare e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.opendesignclub.com/" target="_blank"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/05/odc.gif" class="alignleft" alt="open_design_club" /> Open Design Club</a> è un sito che pubblica progetti condivisi dai propri progettisti. Sono presenti le istruzioni per costruire i prodotti che sono liberamente ridistribuibili in quanto utilizzano una licenza <a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank">Creative Commons</a> .<br />
Ecco  come si presentano:</p>
<p>&#8220;<em>Ci piace pensare a noi stessi come uno studio virtuale di desgin, che offre l&#8217;oppurtunità di presentare e condividere idee e progetti di design a sorgente aperta (open source). Ogniuno può diventare un collaboratore dell&#8217; Open Design Club contribuendo con progetti e idee o producendo e vendendo i prodotti presentati.</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Offiriamo le istruzioni per progetti che possono essere prodotti in casa. I prodotti do ODC sono rilasciati con una licenza Creative Commons che significa che puoi copiare, eseguire, modificare e se vuoi venderli. Crediamo che rimuovendo i copyrights dai nostri progetti ispireremo idee  e buoni  risultati in molti nuovi progetti. Condividiamo le nostre idee, le nostre conoscenze e il nostro pensiero, così che anche tu possa contribuire</em>&#8220;</p>


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		</item>
		<item>
		<title>Una panchina per Milano</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2005/05/20/una-panchina-per-milano/</link>
		<comments>http://www.infundibolo.org/2005/05/20/una-panchina-per-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 May 2005 16:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorsi ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infundibolo.org/2005/05/20/una-panchina-per-milano/</guid>
		<description><![CDATA[Una delle moltissime manifestazioni che hanno affollato la settimana del salone del mobile è stata la presentazione di &#8220;Una panchina per Milano&#8221;.
Lo scopo di questa iniziativa è quello di mostrare i risultati di un concorso per la progettazione di una seduta cittadina ai milanesi e coinvolgerli nella progettazione della propria città. Per i dettagli del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle moltissime manifestazioni che hanno affollato la settimana del salone del mobile è stata la presentazione di &#8220;Una panchina per Milano&#8221;.<span id="more-52"></span></p>
<p>Lo scopo di questa iniziativa è quello di mostrare i risultati di un concorso per la progettazione di una seduta cittadina ai milanesi e coinvolgerli nella progettazione della propria città. Per i dettagli del concorso e le modalità di di voto vi rimandiamo al sito ufficiale: <a href="http://www.unapanchinapermilano.it/">http://www.unapanchinapermilano.it</a> . Anche noi abbiamo visitato l&#8217;esposizione al palazzo della Triennale e al centro di Galleria Vittorio Emanuele II e vi racconteremo le nostre impressioni.<br />
Prima di cominciare ad entrare nel dettaglio vorrei sottolineare come in galleria V.E. ci fosse la possibilità di sedersi e usare le panchine prima di dare il proprio voto. E mi ha fatto molto piacere vedere il gran numero di persone, dal turista al pensionato a quello che passava di lì per caso, che si sedevano (anche per riposare un po&#8217; i piedi) e davano il loro parere. Mi sembra di fondamentale importanza testare un oggetto nella funzione che dovrà assolvere e non darne un giudizio solo visivo. Vi assicuro che spesso si può modificare o anche cambiare totalmente la propria idea.<br />
Ed ora le panchine.<br />
Uno sguardo d&#8217;insieme ci mostra delle sedute che non si discostano molto dall&#8217;archetipo della panchina e fra tutte spicca un abbondante impiego del legno.</p>
<hr noshade="noshade" /><strong>La panchina &#8220;perlinata&#8221;</strong><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/1.jpg" class="alignleft" alt="panchina perlinata" /><span class="Stile1 Stile1"><em>Designer</em>:Michele De Lucchi con Philippe Nigro<br />
<em>Azienda produttrice</em>:   Unifor<br />
<em>Materiale:</em>Legno di castagno e acciaio zincato<br />
<em>Dimensioni</em>:   Altezza totale: 84 cm<br />
<em>Lunghezza</em>: 180 cm<br />
<em>Profondità</em>: 66 cm<br />
<em>Peso</em>:   Totale</span><span class="Stile1 Stile1"> peso panchina: 62 kg </span></p>
<p class="Stile1 Stile1"><span class="Stile1 Stile1"> La panca pu</span>bblica è uno dei simboli della città, usata da tutti.<br />
Si integra nell&#8217;ambiente urbano e addolcisce la rudezza della città offrendo al cittadino un segno di simpatia, d&#8217;accoglienza e di riposo. Deve potere essere installata ovunque, in centro storico, in piazza, al parco, alla fermata dell&#8217;autobus, in stazione o nei quartiere nuovi: per questo la panca pubblica deve essere molto discreta e armoniosa, adatta a paesaggi storici, monumentali, popolari e moderni.</p>
<p align="left">  <em>Alla vista</em> si presenta con un profilo curvo, morbido, organico, i due profili metalici alle estremità racchiudono delle doghe di castagno collegate l&#8217;una all&#8217;algtra come delle perline, questo conferisce una maggiore rigidità alla seduta.<br />
<em>Al tatto</em>, il legno è gradevole e la seduta è abbastanza comoda.</p>
<hr noshade="noshade" />
<p align="left"><strong>La panchina &#8220;di plastica&#8221; </strong></p>
<p class="Stile1 Stile1" align="left"> <img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/2.jpg" class="alignleft" alt="panchina di plastica" /><em>Designer</em> :           James Irvine<br />
<em>Azienda produttrice</em> :  Coro<br />
<em>Materiale</em> : Struttura tubolare di acciaio 35mm x 35mm elettro zincato; Seduta e schienale in lastre di plastica riciclata al 100%, spessore 12mm,  Materiale polietilene ad alto peso molecolare PE 500<br />
<em>Dimensioni</em> :  Altezza totale 76,3cm ;  Altezza seduta 41,5cm ;  Lunghezza 196cm ;  Profondità 67,2 cm<br />
<em>Peso</em> :  Struttura in acciaio: 22kg ; Lastre di plastica: 19kg ;  Totale peso panchina: 41kg
</p>
<p class="Stile1 Stile1" align="left"> Mi è sempre piaciuta la classica panchina in doghe di legno. é un concetto di design di straordinario successo. Queste classiche panchine si possono ritrovare in fotografie di città scattate cento anni fa. Rivisitarne il design e tentare di migliorarne l&#8217;estetica è certamente molto interessante, ma io ho pensato di voler provare qualcosa di diverso.</p>
<p align="left">  <em>Alla vista</em> il piano della seduta e lo schienale sembrano subito costituiti da una sottile lastra di marmo. Basta poco però per accorgersi che in realtà si tratta di un materiale plastico. La forma è classica, con delle racciature atte ad accogliere in maniera più confortevole gli utenti.<br />
<em>Al tatto</em>, contrariamente alle aspettativedi una superficie fredda suggerita dalla somiglianza col marmo, si incontra un materiale caldo e accogliente. La posizione di seduta è molto confortevole.</p>
<hr noshade="noshade" /><strong>La panchina &#8220;da lungomare&#8221;</strong>
</p>
<p class="Stile1 Stile1"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/3.jpg" class="alignleft" alt="panchina da lungomare" /><em>Designer</em> :    Alberto Meda<br />
<em>Azienda produttrice</em> :    Alias<br />
<em>Materiale</em> :   Legno per esterni e lega di alluminio per pressofusione<br />
<em>Dimensioni</em> :   Altezza totale: 80 cm ;   Lunghezza: 200 cm ;   Profondità: 75 cm<br />
<em>Peso</em> :   Totale peso panchina: 36 Kg
</p>
<p class="Stile1 Stile1">La forma consolidata e familiare della panchina &#8220;milanese&#8221; è un simbolo della città da preservare. Nella ricerca di mantenere quella &#8220;sua&#8221; immagine semplice e rigorosa che accompagna il paesaggio urbano di Milano, ho pensato di indagare più gli aspetti costruttivi della panchina che non quelli tipologici.</p>
<p> <em> Alla vista</em> appare come una seduta molto classica, la curva che accoglie il corpo è costituita da piccole doghe di legno posizionate a breve distanza. Le gambe adottano un particolare metodo di montaggio che permettono di installare la panchina anche su delle gradiante (tipo stadio). La forma fine, classica e ricercata mi fa immaginare questa panchina collocata su un lungomare, ma naturalmente questa è solo una mia opinione.<br />
<em>Al tatto</em>, la seduta è abbastanza comoda ma lascia perplessi la leggera flessione delle doghe quando ci si siede nel mezzo.</p>
<hr noshade="noshade" />
<p align="left"><strong>La panchina&#8221;ad esse&#8221;</strong></p>
<p class="Stile1 Stile1"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/4.jpg" class="alignleft" alt="panchina ad esse" /><em>Designer</em> : Piero Lissoni<br />
<em>Azienda produttrice</em> :  Porro<br />
<em>Materiale</em> : Legno e acciaio<br />
<em>Dimensioni</em> :  Altezza totale: 65 cm ; Lunghezza: 200 cm ; Profondità: 75 cm
</p>
<p class="Stile1 Stile1">L&#8217;idea è di lavorare con una superficie monomaterica ideale, formata da doghe in legno che ripetute casualmente si modellano formando seduta e schienale in un unico gesto fluido. La struttura scompare all&#8217;interno delle doghe , mediante il dettaglio ad incastro dei 2 profili a &#8220;T&#8221; laterali.</p>
<p align="left">  <em>Alla vista</em> spicca fin da subito la presenza di una sola gamba, la curva della seduta forma una specie di esse che si va a concludere nel terreno. I due profili laterali sono collegati da tavole di legno di larghezza variabile. La formaè molto lineare, semplice e gradevole.<br />
<em>Al tatto</em> purtroppo riserva qualche sorpresa. La seduta risulta un po troppo lunga e potrebbe dare qualche problema soprattutto ad anziani o a persone con dificoltà motorie. La sensazione di molleggio che da lo schienale all&#8217;atto di sedersi può essere piacevole ma riserva molti dubbi, assieme alla flessione delle assi, riguardo alla resistenza della panchina anche ad un uso meno convenzionale.</p>
<hr noshade="noshade" />
<p align="left"><strong>La panchina &#8220;carro armato&#8221;</strong></p>
<p class="Stile1 Stile1"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/5.jpg" class="alignleft" alt="panchina carro armato" /><em>Designer</em> :           Paolo Rizzatto<br />
<em>Azienda produttrice</em> : Molteni<br />
<em>Materiale</em> : Struttura in getto di ghisa sabbiata e verniciata.  Seduta e schienale in doghe di legno massello<br />
<em>Dimensioni</em> : Altezza totale: 82 cm ; Lunghezza: 220 cm ; Profondità: 75 cm<br />
<em>Peso</em> : Versione a 2 gambe: 68 kg ; Versione a 4 gambe: 70 kg
</p>
<p class="Stile1 Stile1">Una panca è fatta per sedersi, per sdraiarsi, per appoggiarsi, per usarla come piano di appoggio degli oggetti più disparati (un giornale, un panino, una bottiglia, una borsa, un computer), ma deve prevedere anche qualcuno che vi salga in piedi. Può essere utilizzata da una persona piccola e leggera o da una persona alta e pesante, da un bambino o da un vecchio. Da qualcuno che vuole guardare l&#8217;ambiente, le cose, le persone che lo circondano o da qualcuno che vuole isolarsi e guardare dentro di sè. Può essere utilizzata da una sola persona, ma anche da due, tre o più persone</p>
<p align="left"> <em> Alla vista</em> la tipica panchina, forse un po&#8217; grezza, i quelle che ci si potrebbe aspettare in una strada di montagna. Uno sguardo alle gambe è sufficiente a far capire la resistenza di questa seduta che potrebbe sembrare indistruttubile. Piano e schienale sono costituiti da grosse tavole di legno dagli spigoli arrotondati.<br />
<em>Al tatto</em>, una sorpresa gradita è la seduta confortevole che forse da una forma così grezza e pesante non ci si sarebbe aspettati. Da notare anche il ripiano sopra lo schienale che consente di sedercisiappoggiando i piedi sulla seduta, un utilizzo non convenzionale forse &#8220;maleducato&#8221; ma che sicuramente la panchina dovrà supportare.</p>
<hr noshade="noshade" />
<p align="left"><strong>La panchina &#8220;moderna&#8221; </strong></p>
<p class="Stile1 Stile1"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/6.jpg" class="alignleft" alt="panchina moderna" /><em>Designer</em> :   Antonio Citterio con Toan Nguyen<br />
<em>Azienda produttrice</em> : Metalco<br />
<em>Materiale</em> :   La seduta e lo schienale sono costituiti da 9 doghe in multistrato con finiture varie.<br />
Le spalle sono in fusione di ghisa G25 sabbiata e verniciata a polveri P.P.<br />
<em>Dimensioni</em> :   Versione semplice :   Altezza totale: 76,5 ;   Lunghezza: 200 cm ;   Profondità: 80 cm<br />
Versione sagomata :   Altezza totale: 76,5 cm ;   Lunghezza: 260 cm ;   Profondità: 80 cm ;   Altezza <em>sedute</em>: 45 cm &#8211; 72 cm<br />
<em>Peso</em> : Versione semplice: 70kg ;   Versione sagomata: 85kg
</p>
<p class="Stile1 Stile1">La panchina è un bene pubblico, svolge un ruolo sociale importante. E&#8217; un oggetto di arredo urbano attraverso cui si ha la percezione della cultura di una città e della qualità di vita dei suoi abitanti. Questo progetto muove dall&#8217;intenzione di disegnare una panchina in grado, per la sua forma e per la qualità dei materiali, di dialogare con Milano, città dalla vocazione contemporanea.</p>
<p align="left">  <em>Alla vista</em> ricorda molto un panetto di pongo sottoposto a torsione. un gioco di superfici piane ma malleabili costruisce una panchina double face, mezza seduta e mezzo ripiano per lato. La forma sorprende ed è accattivante, utilizza assi di teak scure debitamente piegateper ottenere l&#8217;intreccio di superfici.<br />
<em>Al tatto</em> sorprende una certa durezza e la seduta non è confortevole a causa delle superfici non raccordate che lasciano il bordo superiore dello schienale (un po&#8217; troppo basso) spigoloso e troppo fastidioso se ci si appoggia a lungo la schiena.</p>
<hr noshade="noshade" />
<p align="left">Pochi giorni fa è stata eletta la panchina vincitrice, la panchina &#8220;da lungomare&#8221; di Alberto Meda per Alias sarà la Panchina di Milano!</p>


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		<title>lettura di oggetti: Falkland</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2005 15:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Falkland – B. Munari – Danese – 1964
La lampada appesa Falkland è costituita da un tubo elastico in filanca teso fra sette anelli metallici di diametri diversi fra loro e sempre maggiori del diametro del tubo elastico stesso. La luce, emessa da un riflettore in alluminio contenuto nella parte alta della calza, è diffusa dalla [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Falkland – B. Munari – Danese – 1964</strong></p>
<p><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/falkland.jpg" class="alignleft" alt="falkland" />La lampada appesa Falkland è costituita da un tubo elastico in filanca teso fra sette anelli metallici di diametri diversi fra loro e sempre maggiori del diametro del tubo elastico stesso. La luce, emessa da un riflettore in alluminio contenuto nella parte alta della calza, è diffusa dalla calza stessa lungo tutta la lunghezza della maglia. La lampada si forma da sola estraendola dalla scatola e appendendola. Imballata risulta alta tre centimetri più il riflettore.<br />
<img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/munari.jpg" class="alignleft" alt="munari" /> E&#8217; evidente come Munari nel progettare questa lampada si sia ispirato alle calze da donna ma anche ai lampadari giapponesi di carta e listelli di legno e, convinto sostenitore del fatto che dalla natura si possa imparare molto, alla pianta di bamboo. Lo stesso Munari in &#8220;Arte come mestiere&#8221; scrive: <em>&#8220;Si potrebbe anche dire una forma naturale: la natura infatti crea le sue forme secondo la materia, l&#8217;uso, la funzione, l&#8217;ambiente. [...] Naturalmente il designer non opera nella natura ma nella produzione industriale e quindi sarà un altro tipo di spontaneità che nascerà dai suoi progetti, una forma di naturalezza industriale, dettata dalla semplicità e dalla economia costruttiva. C&#8217;è un limite oltre il quale non si può andare, nel senso della semplicità costruttiva ed è eccitante arrivare a quel punto.”</em><span class="Stile1">(<strong>1</strong>)</span><br />
Munari è sempre rimasto affascinato dall&#8217;equilibrio e dalla gravità, basti pensare alle macchine inutili o ai filitesi, in questo caso questi elementi contribuiscono a creare una forma logica, spontanea e quindi bella. Inoltre, esponente di un design che si preoccupava più delle persone che del vedere la propria produzione su qualche rivista, ricerca delle soluzioni semplici, comprensibili ed economiche<span class="Stile1">(<strong>2</strong>)</span>. La lampada Falkland è la trasposizione nella pratica di un grande principio espresso da Munari: &#8220;Osservare a lungo, capire profondamente, fare in un attimo&#8221;. Una forma derivante dall&#8217;osservazione della natura e delle forze che la regolano; dalla comprensione profonda dei bisogni che si vogliono soddisfare e dei materiali che si hanno a disposizione; dettata dalla fantasia e dalla semplicità e proprio per questo portatrice di un qualcosa di beffardo.</p>
<p>note:<br />
1.     Bruno Munari, <em>Arte come mestiere</em>, Economica Laterza, 1997, Bari.<br />
2. Molte sono le occasioni in cui Munari ribadisce l&#8217;importanza di trovare soluzioni economiche nella progettazione proprio partendo dal presupposto che il design debba essere accessibile al maggior numero di persone possibile, a riguardo vale la pena ricordare in <em>Da cosa nasce cosa</em> : &#8220;&#8230;tutto ciò che è appeso costa meno di ciò che è appoggiato.&#8221;</p>


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		<title>Lettura di oggetti: Apple iMac</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2005/01/31/lettura-di-oggetti-apple-imac/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2005 22:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo articolo intendiamo proporre una serie di letture di oggetti, che sono state inizialmente prodotte per un corso di storia del design.
Il primo è un iMac della Apple che, pur non essendo l&#8217;ultimo modello, è comunque un oggetto attuale.
All’inizio del 2002 la Apple computer ha sfornato un nuovo rivoluzionario modello di iMac. Difficile produrre [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo articolo intendiamo proporre una serie di letture di oggetti, che sono state inizialmente prodotte per un corso di storia del design.<br />
Il primo è un iMac della Apple che, pur non essendo l&#8217;ultimo modello, è comunque un oggetto attuale.<span id="more-41"></span></p>
<p>All’inizio del 2002 la Apple computer ha sfornato un nuovo rivoluzionario modello di iMac. Difficile produrre qualcosa di degno del suo illustre predecessore<span class="Stile1">(<strong>1</strong>)</span> eppure Steve Jobs<span class="Stile1">(<strong>2</strong>)</span> è riuscito a stupire anche questa volta. Nell’era di internet e della diffusione di massa del personal computer<span class="Stile1">(<strong>3</strong>)</span> il prodotto della Apple calza a pennello. La &#8220;i&#8221;, in inglese &#8216;io&#8217; identifica la dimensione personale del computer che si propone per il mercato cunsumer, per l’utilizzo in casa e in ufficio. Allo stesso tempo &#8220;i&#8221; significa internet, la grande Rete, che ormai è diventata parte integrante della vita dell’uomo moderno.<br />
Il nuovo iMac si presenta diverso dalla comune idea di computer. Si nota subito lo schermo piatto a cristalli liquidi sostenuto da un braccio di metallo cromato snodato che ne consente la facile regolazione in qualsiasi posizione assicurando un’ottima ergonomicità. Il basamento è una semisfera di soli 27cm di diametro che contiene tutte le componenti hardware del computer. Nonostante lo sforzo di miniaturizzazione e integrazione delle componenti sono assicurate ottime prestazioni. L’utilizzo dell’iMac come nella tradizione Apple<span class="Stile1">(<strong>4</strong>)</span> è il più possibile semplice e intuitivo. Le dimensioni riducono al minimo l’ingombro e consentono di avere una maggiore area di lavoro su una scrivania o di collocare l&#8217;iMac nelle più svariate ambientazioni (dal salotto al bancone del bar). Mouse e tastiera perdono i fili consentendo di avere un luogo di lavoro ordinato e flessibile.<br />
I materiali e le finiture sono stati attentamente studiati, le superfici in policarbonato color latte o trasparenti esaltano la purezza e la semplicità delle forme lineari, ammorbidite da spigoli arrotondati. La tecnologia non viene ostentata ma al contrario nascosta<span class="Stile1">(<strong>5</strong>)</span> per rendere il più possibile piacevole e immediato il rapporto con la macchina. Da sempre Apple propone oggetti progettati attorno all’utente e non basati solo sulla tecnologia. Nel nome stesso non vi è il minimo accenno alle prestazioni del computer, al contrario dei pc tradizionali che si impongono a colpi di gigahertz. La potenza è poco rilevante<span class="Stile1">(<strong>6</strong>)</span>, è comunque adatta alla maggior parte delle esigenze degli utenti.<br />
La struttura dell’iMac è insolita e a prima vista sembra impossibile che tutto stia lì dentro. La forma allo stesso tempo semplice, pura, agile, morbida, limpida, con un colore neutro si integra bene in qualsiasi ambiente. Il rifiuto di una forma tecnica e rigorosa si concretizza con questo computer-girasole che ha una giocosità e una piacevolezza che sembra dargli un seducente spirito femminile. Le scelte radicali di Apple hanno suscitato anche polemiche, come si addice ad un progetto fortemente innovatore, ma il successo è indiscutibile, c’è chi già prevede di usarlo come abatjour<span class="Stile1">(<strong>7</strong>)</span> con morbida luce multicolore e musica di sottofondo…</p>
<p>note:</p>
<p>1. il primo iMac Apple esce nel 1998. Ha una linea rivoluzionaria, ingloba il corpo del pc nello schermo, chuiso in una scocca di policarbonato semitrasparente di una vasta gamma di colori, novità nel grigio mondo dei computer.<br />
2. Steve Jobs è co-fondatore della Apple computer, è stato suo presidente a tempi alterni e lo è tuttora.<br />
3. il mercato del pc è nella sua fase matura: non è più la tecnologia ad essere dominante ma è l’esperienza dell’utente. Vedi<br />
“i tre assiomi degli infodomestici&#8217;<em> (Donald A. Norman, il computer invisibile, apogeo 1998, p.70)</em><br />
4. Apple fu la prima ad introdurre l’interfaccia grafica controllata tramite mouse, il sistema a finestre, il concetto di scrivania, icone, cestino, mentre su tutti i computer si utilizzava la linea di comando.<br />
5.&#8217;“la tecnologia migliore è quella che non si vede&#8217; <em>(Donald A. Norman, il computer invisibile, apogeo1998)<br />
</em>6.è comunque molto curato mella progettazione del computer che vanta prestazioni di tutto rispetto, soprattutto in campo multimediale.<br />
7. su <a href="http://www.idearium.org/" target="_blank">www.idearium.org</a> se ne parla in un forum.<br />
“siamo soliti ritenere che un apparecchio raggiunga il successo quando la gente lo utilizza per ottenere risultati inimmaginabili per il suo stesso ideatore” <em>(Donald A. Norman, il computer invisibile, apogeo 1998, p.68)</em></p>


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		<title>mouse di Nicola Esculaci</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2004 16:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola esculaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorsi ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il mouse di Nicola Esculaci abbandona il tappetino, si fa impugnare            come un joistick e muove il cursore con una piccola sfera posta alla            sua sommità.
Ecco alcune immagini del modellino.



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Il mouse di Nicola Esculaci abbandona il tappetino, si fa impugnare            come un joistick e muove il cursore con una piccola sfera posta alla            sua sommità.<br />
Ecco alcune immagini del modellino.</p>
<p><a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-1.jpg" title="01"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-1.miniatura.jpg" alt="01" /></a><a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-2.jpg" title="02"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-2.miniatura.jpg" alt="02" /></a><a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-3.jpg" title="03"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-3.miniatura.jpg" alt="03" /></a><a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-4.jpg" title="mouse-nic-4.jpg"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/mouse-nic-4.miniatura.jpg" alt="mouse-nic-4.jpg" /></a></p>


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		<title>mouse &#8220;Pizzico&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2004 16:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorsi ed eventi]]></category>
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Il mouse &#8216;pizzico&#8217; è piccolo, ergonomico ed è stato modellato            in modo da rendere più intuitiva l&#8217;operazione di trascinamento.
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immagini
          

 caratteristiche
Il mouse &#8216;pizzico&#8217; ha dimensioni ridotte ed è quindi utilizzabile      [...]


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<a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-big.jpg" title="mouse grande"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-big.miniatura.jpg" class="alignleft" alt="mouse grande" /></a>Il mouse &#8216;pizzico&#8217; è piccolo, ergonomico ed è stato modellato            in modo da rendere più intuitiva l&#8217;operazione di trascinamento.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<h4>immagini</h4>
<p><a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-001.jpg" title="01"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-001.miniatura.jpg" alt="01" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-002.jpg" title="02"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-002.miniatura.jpg" alt="02" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-003.jpg" title="03"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-003.miniatura.jpg" alt="03" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-004.jpg" title="04"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-004.miniatura.jpg" alt="04" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-005.jpg" title="05"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-005.miniatura.jpg" alt="05" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-006.jpg" title="06"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-006.miniatura.jpg" alt="06" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-007.jpg" title="07"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-007.miniatura.jpg" alt="07" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-008.jpg" title="08"> <img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-008.miniatura.jpg" alt="08" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-009.jpg" title="09"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-009.miniatura.jpg" alt="09" /></a> <a href="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-010.jpg" title="10"><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2007/06/piz-010.miniatura.jpg" alt="10" /><br />
</a></p>
<h4> caratteristiche</h4>
<p>Il mouse &#8216;pizzico&#8217; ha dimensioni ridotte ed è quindi utilizzabile            anche con pc portatili. La sua forma accoglie le dita (pollice, indice            e medio) dell&#8217;utilizzatore ma non riempie il palmo della mano. Pur essendo            tecnicamente un mouse a due pulsanti (+ rotella) è ben visibile            il pulsante principale, addetto al click sinistro, mentre non c&#8217;è            il secondo. La sua funzione viene ottenuta premendo il mouse stesso            lateralmente.<br />
Si è giunti a questa forma prestando attenzione all&#8217;utilizzo            del mouse nel trascinamento degli oggetti che può creare qualche            problema, soprattutto ai principianti. Il trascinamento avviene serrando            la presa sull&#8217;oggetto, spostandolo e mollamdolo quando è a destinazione.            Con &#8216;pizzico&#8217; la cattura ed il rilascio dell&#8217;oggetto sono più            naturali perchè le dita si serrano sul mouse prendendo l&#8217;oggetto            come se fosse un pizzico di sale.<br />
Le funzioni ordinarie del mouse continuano ad essere svolte dal pulsante            principale, ben visibile, e dalla rotella che si trova immediatamente            sotto l&#8217;indice.</p>
<p><strong>Caratteristiche tecniche:</strong><br />
Il mouse &#8216;pizzico&#8217; funziona come un mouse tradizionale a due tasti più            la rotella.<br />
E&#8217; stato immaginato l&#8217;utilizzo di un dispositivo di puntamento ottico.            Le ridotte dimensioni avrebbeo creato problemi al posizionamento della            sfera, oltre ai problemi di polvere e sporco.<br />
Il collegamento col pc è stato immaginato attraverso un cavo            usb, questo impedirebbe inoltre di smarrire il mouse che è abbsatanza            piccolo, soprattutto per l&#8217;utilizzo con pc portatili. Ciò non            toglie che si possa crearne una versione senza fili.</p>
<p><strong>Controindicazioni:</strong><br />
Non adatto ai mancini (a meno di produrne una specifica versione specchiata).</p>


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