Archivio per la categoria 'progettazione'

Oggetto/ostacolo


La parola “oggetto” in senso etimologico significa “cosa gettata”, l’oggetto diventa quindi una cosa che precipita nella vita, che viene usata dagli uomini per colpire altri uomini, per renderne difficoltoso il cammino. Possiamo immaginare la nostra vita come un percorso lungo il quale incontriamo dei problemi, per risolverli creiamo degli oggetti (si pensi a come nasce la tessa idea di utensile nell’uomo primitivo). Ma gli oggetti non si uniscono a noi come un abilità acquisita, rimangono sempre staccati e quindi in conflitto, generano a loro volta nuovi problemi che necessitano di nuove soluzioni. Certamente non possaimo fare a meno delle cose e ritornare a vivere sugli alberi ma questa considerazione dovrebbe far pensare che gli oggetti non sono innocenti, sono “armi” che ci ostacolano e come tutte le cose pericolose anche se indispensabili vanno trattati con cura. Perché se sono ostacoli inevitabili bisogna quanto meno cercare di ridurne il numero e per fare ciò bisogna avere oggetti che risolvano i problemi senza crearne altri.
Quindi, come non si affiderebbe mai ad un pasticcere la progettazione di un ponte, così la progettazione degli oggetti quotidiani andrebbe sempre affidata a qualcuno, in possesso delle competenze e della serietà morale.

Cuspidi

Il mestiere del designer è quello di trovare soluzioni a problemi, o meglio di soddisfare i desideri del mercato attraverso la progettazione di oggetti. Il mercato può essere costituito da un gruppo molto numeroso di persone, addirittura da tutta la popolazione mondiale, oppure può essere un ristretto gruppo che necessita di una soluzione per un problema specifico che la maggior parte della popolazione non sente. Il designer “ascolta” il mercato, individua e definisce questi desideri e li risolve. E’ evidente anche da questa estrema semplificazione che i momenti in cui prendere una decisione che finirà con il condizzionare l’intero cammino (quei momenti che Heinlein chiamerebbe cuspidi) sono innumerevoli. (continua…)

Come cambia il significato di Design

Il designer non è libero nelle sue scelte, deve infatti sottostare a vincoli rigidi dettati dal contesto. Il cambiamento del contesto, quindi, porta inevitabilmente ad un cambiamento del modo di fare Design. Il problema sorge quando questi cambiamenti coinvolgono i principi alla base di questa disciplina. (continua…)

Analogico e digitale: vecchio e nuovo?

E’ capitato più volte di sentire parlare di analogico e digitale sottintendendo un significato negativo per il primo e positivo per il secondo. Analogico è sinonimo di vecchio, obsoleto, mentre digitale è tutto ciò che è moderno, preciso e impregnato ti tecnologia.
Cercheremo di spiegare in modo semplice il significato di questi termini per vederli in una prospettiva più ampia.
(continua…)

La voce degli oggetti

Sarà capitato anche a voi, in treno, di cercare di aprire la porta tra un vagone e l’altro con l’inespresiva maniglia e, solo dopo non esserci riusciti, di aver notato il meno eloquente pulsante sulla destra. Il fenomeno non è troppo diverso da quando, non avendo capito qualcosa, chiediamo di farci un esempio. La convinzione, falsa, che parlare possa essere surrogato dall’indicare degli oggetti nasconde l’idea, vera, che gli oggetti parlino, e che alcuni parlino meglio di altri. (continua…)