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	<title>Infundibolo &#187; varie ed eventuali</title>
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		<title>Miss/Trust</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 21:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[progettazione]]></category>
		<category><![CDATA[teoria]]></category>
		<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Lessig]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche sera fa, precisamente il 23 Marzo, insieme con Antonietta e Diego siamo stati alla mediateca di Santa Teresa a Milano per ascoltare Lawrence Lessig ospite dell&#8217;iniziativa Meet the Media Guru.
Non voglio qui ripercorrere la presentazione fatta da Lessig (si può rivedere qui), anche perchè non riuscirei a esprimere con la stessa semplicità e immediatezza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche sera fa, precisamente il 23 Marzo, insieme con Antonietta e Diego siamo stati alla mediateca di Santa Teresa a Milano per ascoltare <a href="http://www.lessig.org/">Lawrence Lessig</a> ospite dell&#8217;iniziativa <a href="http://www.meetthemediaguru.org/guru/">Meet the Media Guru</a>.<br />
Non voglio qui ripercorrere la presentazione fatta da Lessig (<a href="http://lessig.blip.tv/#1949528">si può rivedere qui</a>), anche perchè non riuscirei a esprimere con la stessa semplicità e immediatezza tutti i concetti trattati, vorrei provare però a raccontare i temi trattati e fare alcune riflessioni.<br />
L&#8217;argomento al centro dell&#8217;indagine di Lessig è la <strong>fiducia</strong>.<br />
La fiducia che proviamo nei confronti di una persona o di una marca dipende da molti fattori ma in generale potremmo dire che dipende dalla capacità che ha questa persona o marca di essere giusta.<br />
Certo in questo modo in realtà introduciamo un ulteriore elemento di discussione perchè il concetto di giusto non è così facile da delineare e probabilmente non è neppure il più corretto in questo contesto.<br />
Possiamo dire che la fiducia è strettamente legata alla credibilità e la credibilità dipende dall&#8217;autonomia. Cioè dalla capacità di fare delle scelte, dare dei giudizi e dei consigli in modo libero da costrizioni o pressioni di qualsiasi tipo.<br />
L&#8217;autonomia non garantisce affatto che un giudizio sia giusto ma assicura che, anche se sbagliato, sia dato in buona fede.<br />
Quando però l&#8217;autonomia viene meno si ha una perdita di fiducia, una sfiducia e la perdita di autonomia si ha quando entrano nella partita i soldi.<br />
Il discorso non è che i soldi sono il diavolo ma che i soldi nel contesto sbagliato non generano necessariamente falsità ma quasi certamente produrranno sfiducia.<br />
La differenza tra falsità e sfiducia può sembrare ovvia ma è fondamentale quindi vale la pena approfondirla leggermente,<span id="more-128"></span> facciamo un esempio: se un politico prende soldi da un&#8217;azienda e poi lo stesso politico vota una legge che in qualche modo favorisce quell&#8217;azienda (o magari più in generale il mercato dentro al quale opera quell&#8217;azienda) si genera nei confronti di quel politico una forma di sfiducia(forse l&#8217;Italia è un caso a parte) indipendentemente dalla buona fede del suo gesto.<br />
La fiducia ha un valore inestimabile che spesso fa dimenticare anche mancanze reali, un piccolo esempio citato da Lessig stesso è Wikipedia, sono numerosi gli errori che vi si possono trovare all&#8217;interno ma la sua completa indipendenza, la mancanza di sponsor e quindi di denaro fanno si che nessuno possa dire &#8220;Non credo in Wikipedia perchè è fondamentalmente tutta questione di pubblicità&#8221;.<br />
La lezione tenuta da Lessig proseguiva mostrando come, nonostante molti sostengano che il denaro non cambi i risultati ai quali la politica o la scienza giungono vi sia più di un caso in cui difronte a problemi apparentemente limpidi si è scelto di non vedere, facendo scelte chiaramente sbagliate perchè le persone chiamate a prendere le decisioni erano dipendenti da qualcuno che le aveva indirizzate verso una soluzione.<br />
<strong>La dipendenza erode la fiducia e corrompe i risultati.</strong><br />
L&#8217;obiettivo è quindi quello di ripristinare la fiducia rimuovendo le dipendenze, per fare questo c&#8217;è bisogno di una dichiarazione per l&#8217;indipendenza così che le istituzioni mantengano la loro autonomia e così da rompere l&#8217;idea che per ottenere risultati bastino i soldi.<br />
Anche perchè se si accetta che i risultati dipendano esclusivamente da i soldi che uno è in grado di usare automaticamente si accetta che la qualità di una persona e del lavoro che svolge non ha importanza o comunque ha un&#8217;importanza marginale.</p>
<p>Fino a qualche tempo fa la capacità che avevano le persone di entrare in posseso delle informazioni era molto bassa, le grandi scelte, le regole del gioco venivano redatte a nostra<br />
insaputa. Quando molte persone delegano poche persone perchè queste prendano le scelte migliori per la collettività non è detto che quei pochi continuino a cercare di ottenere la miglior cosa per tutti e soprattutto il loro potere può essere in qualche modo comprato, indirizzato.<br />
Oggi, che i problemi del sistema sono evidenti a chiunque, esiste per le persone un nuovo modo di aggregarsi, una nuova dimensione di coscienza sociale. Una nuova capacità di scambiarsi informazioni e di entrare in contatto gli uni con gli altri.<br />
Ma in che modo una persona può attivamente fare qualcosa per eliminare questa situazione?<br />
Il nostro compito è quello di iniziare una rivoluzione culturale così da minare alla radice questo sistema corrotto basato sulla dipendenza. Ma come realizzare questa rivoluzione?<br />
Lessig prosegue citando Aldous Huxley: <em>&#8220;Nei giorni prima della meccanizzazione, gli uomimni e le donne che volevano divertirsi erano costretti, anche in modo umile, a diventare artisti. Ora stanno immobili e consentono a dei professionisti di intrattenerli con l&#8217;aiuto delle macchine. E&#8217; difficile credere che una cultura artistica possa fiorire in questa atmosfera di passività&#8221;</em>.<br />
Una delle risposte è proprio la partecipazione, la creazione di contenuti, artistici e politici, il ribaltamento di questa condizione di passività.<br />
Non molto tempo fa gli strumenti a disposizione per chi volveva raggiungere un grande numero di persone con le proprie idee erano molto costosi e la selezione per accedervi era molto forte.<br />
La tecnologia che oggi abbiamo a portata di mano quotidianamente ci permette di trasformarci in creatori di cultura, la rete ci consente di non essere semplici lettori ma lettori/scrittori (proprio come sto facendo io in questo momento) e questo è alla portata di tutti. Le potenzialità che abbiamo a disposizione oggi ci permettono di creare una una nuova forma di cultura libera, indipendente, a disposizione di tutti ma soprattutto fatta da tutti. Dal lettore, al lettore/scrittore fino al lettore/scrittore partecipante. In quest&#8217;ultima distinzione sta un&#8217;altro punto fondamentale, non basta produrre cultura ma bisogna condividerla e far si che gli altri possano costruire su di essa idee nuove.</p>
<p>Un ultima riflessione la voglio fare riguardo al mondo del product design visto che è di questo che mi occupo, gli oggetti sono un&#8217;espressione della nostra cultura quindi chi li progetta è un creatore di cultura o almeno dovrebbe esserlo. Progettare significa prendersi delle responsabilità, un oggetto fatto senza la consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri obiettivi forse non ucciderà il suo utilizzatore finale ma è in un certo senso un&#8217;occasione sprecata. Nel mondo del product certi argomenti, che nell&#8217;universo del web sono tema di dabattito quotidiano fanno fatica ad essere assorbiti ma è forse nostro compito aprire il dibattito.</p>


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		<title>Design Job: il forum</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 09:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorsi ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[annunci]]></category>
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		<category><![CDATA[forum]]></category>
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		<description><![CDATA[
Design Job è un nuovo punto di incontro per industrial designer in cerca di lavoro e per aziende alla ricerca di professionisti e designer.
Design Job è nato dalla volontà di Stefano Nolletti, un architetto con la passione del design che “dopo l’ennesima frustrante ricerca di lavoro su internet” ha deciso di ideare questo forum dedicato [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infundibolo.org/wp-content/uploads/2008/03/d-job.jpg" alt="designjob" /></p>
<p>Design Job è un nuovo punto di incontro per industrial designer in cerca di lavoro e per aziende alla ricerca di professionisti e designer.</p>
<p>Design Job è nato dalla volontà di <a href="http://www.nolletti.it/" title="sito personale di stefano nolletti" target="_blank">Stefano Nolletti</a>, un architetto con la passione del design che “<em>dopo l’ennesima frustrante ricerca di lavoro su internet”</em> ha deciso di ideare questo forum dedicato alla ricerca di lavoro per neolaureati e giovani designer. Il forum è stato da poco inaugurato e ha già un buon numero di iscritti.<br />
Ci si può presentare per cercare un impiego o pubblicare una ricerca di personale. Sono inoltre presenti offerte di lavoro riportate da altri siti, in modo da diventare anche un punto di informazione e raccolta di occasioni esterne al forum.</p>
<p>Oltre al mercato del lavoro è comunque possibile confrontarsi e discutere su problematiche inerenti la professione del designer e condividere le risorse conosciute.</p>
<p>Siete invitati a partecipare ;)<br />
Il forum si trova qui: <a href="http://designjob.forumup.it" title="designjob" target="_blank">http://designjob.forumup.it</a></p>


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		<title>Grazie P-I</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2007 10:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[punto informatico]]></category>

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		<description><![CDATA[Un grazie a Punto informatico (quotidiano di informazione su internet, informatica e nuove tecnologie) che nella newsletter 3 siti ha segnalato l&#8217;infundibolo cronosinclastico!
E un saluto a coloro che capitano per la prima volta in un infundibolo cronosinclastico grazie alla segnalazione di P-I :)


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un grazie a <a href="http://punto-informatico.it" target="_blank">Punto informatico</a> (quotidiano di informazione su internet, informatica e nuove tecnologie) che nella <a href="http://punto-informatico.it/dir.asp?i=25/07/07" target="_blank">newsletter 3 siti</a> ha segnalato l&#8217;infundibolo cronosinclastico!</p>
<p>E un saluto a coloro che capitano per la prima volta in un <a href="http://www.infundibolo.org/cose/">infundibolo cronosinclastico</a> grazie alla segnalazione di P-I :)</p>


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		</item>
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		<title>Grazie per il tema</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2007/06/20/grazie-per-il-tema/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2007 12:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[infundibolo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;no, non quello degli esami di maturità (che si sono svolti stamattina), parliamo del nuovo tema grafico dell&#8217;infundibolo.
Un ringraziamento ad Alice che ci ha aiutati a migliorare il sito nella progettazione di questo tema grafico, svecchiando e dando un po più di luminosità all&#8217;immagine dell&#8217;infundibolo.
Non è ancora tutto perfetto, ma presto saranno sistemati gli ultimi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;no, non quello degli esami di maturità (che si sono svolti stamattina), parliamo del nuovo tema grafico dell&#8217;infundibolo.</p>
<p>Un ringraziamento ad <a href="http://www.linkedin.com/in/alicegarbocci" target="_blank">Alice</a> che ci ha aiutati a migliorare il sito nella progettazione di questo tema grafico, svecchiando e dando un po più di luminosità all&#8217;immagine dell&#8217;infundibolo.<br />
Non è ancora tutto perfetto, ma presto saranno sistemati gli ultimi dettagli.</p>
<p>Grazie! e vienici a trovare ogni tanto ;)</p>


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		<title>L&#8217;imbuto nuovo</title>
		<link>http://www.infundibolo.org/2005/11/20/limbuto-nuovo/</link>
		<comments>http://www.infundibolo.org/2005/11/20/limbuto-nuovo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2005 16:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daneel Olivaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.infundibolo.org/2005/11/20/limbuto-nuovo/</guid>
		<description><![CDATA[Ecco cosa è cambiato&#8230;            
Questo beve articolo vuole illustrare e tenere tracia dei cambiamenti (diciamo pure dei lenti cambiamenti) che sono avvenuti nell&#8217;infundibolo nella scorsa estate.
Naturalmente il lavoro non è amcora finito. Anzi, il lavoro non è mai finito. Non sono ancora state aggiornate [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ecco cosa è cambiato&#8230;</strong>            <a href="http://www.infundibolo.altervista.org/html/invia_email.htm"></a></p>
<p class="primo_p">Questo beve articolo vuole illustrare e tenere tracia dei cambiamenti (diciamo pure dei lenti cambiamenti) che sono avvenuti nell&#8217;infundibolo nella scorsa estate.<br />
Naturalmente il lavoro non è amcora finito. Anzi, il lavoro non è mai finito. Non sono ancora state aggiornate tutte le pagine e già vengono alla luce punti che si possono ulteriormente migliorare.<br />
L&#8217;evoluzione è quindi continua, ma questo passo che descriverò a breve ritengo che sia un buon tentativo di costruire un sito web usabile e accessibile. Insomma, si è cercato di fare un buon progetto, compatibilmente con le capacità di un non-web-designer.</p>
<p>Gli aggiornamenti hanno riguardato la grafica, il codice e in parte i contenuti, anche se l&#8217;impostazione generale del sito e delle pagine non è cambiata.</p>
<p>Le novità nei contenuti iniziano con la sostituzione della sezione &#8220;discusioni&#8221; con un forum vero e proprio, dove l&#8217;interazione fra i partecipanti può essere migliore, più ordinata e più articolata.<br />
L&#8217;area blog, poi, è stata sostituita con un &#8220;vero blog&#8221; dove scrive Jester Simon, ma ci farebbe piacere aprire anche altri blog qual&#8217;ora ci fosse qualcuno che volesse tenere un proprio diario.<br />
Infine la gestione della Newsletter è stata spostata all&#8217;interno del sito, così che potesse essere meglio gestita e che non contenga pubblicità.</p>
<p>All&#8217;interno, dove non si vede, nelle righe di codice, sono avvenute le modifiche più sostanziose.<br />
la versione precedente in html con un layout basato su tabelle è stata sostituita da pagine in xhtml con fogli di stile (css) e layout a blocchi fluido (l&#8217;impaginazione si adatta alle dimensioni della finestra). Xhtml e css sono stati validati per assicurare l&#8217;aderenza agli standard di questi linguaggi definiti dal W3C.<br />
Inoltre sono stati prese in considerazione le indiazioni del Wcag sull&#8217;accessibilità. Per fare un esempio, i link (almeno quelli più importanti) hanno un breve testo di descrizione, i collegamenti del menù principale possono essere utilizzati con una combinazione da tastiera, le immagini hanno un testo alternativo, è presente un&#8217;indicazione della posizione all&#8217;interno del sito, ci sono fogli di stile differenti per diversi media (per la stampa ad esempio), ecc.<br />
Tutto questo unito ad un utilizzo oculato delle immagini consente di avere un sito snello, pulito, facilmente consultabile, anche da chi ha un vecchio modem a 56k.<br />
Inoltre la suddivisione tra xhtml per i contenuti e css per la visualizzazione consente di operare modifiche e migliorie successive che saranno automaticamente applicate all&#8217;intero sito.</p>
<p>Per quanto riguarda la grafica, è stata proposta una versione con un uso limitato di immagini, con colori più chiari della precedente, con le parti in evidenza di colore rosso scuro, e con un impaginazione che fa emergere il corpo centrale dallo sfondo attraverso un passaggio di trasparenze.<br />
Come già detto sopra, l&#8217;utilizzo di css ci consentirà comunque di fare delle modifiche siccessive che sono già in cantiere (saranno preziosi opinioni e suggerimenti ;) ).</p>
<p>Da ultimo è stata data una ripassata ai vari canali di relazione tra sito e utenti: la classica email, che è sempre la stessa ma che potete inviarci anche tramite un modulo nella pagina apposita, il feed rss con il quale potete tenere d&#8217;occhio le novità dell&#8217;infundibolo anche senza visitarlo, la newsletter che ogni mese vi riporta i nuovi articoli e gli appuntamenti. E non dimentichiamo il forum, vogliamo che diventi una piazzetta, un salotto, un luogo di ritrovo tra persone con un interesse comune per il design.</p>
<p>Forza, al lavoro!</p>


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		<title>Jester Simon</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2005 14:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jester simon</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa Nicola Esculaci mi ha scritto chiedendomi di collaborare in modo più continuo con l&#8217;Infundibolo Cronosinclastico, normalmente ho paura di questi impegni perchè finisco per non mantenerli ma Nicola dopo numerose e-mail è riuscito a convincermi. Il nome che ho deciso di dare a questa rubrica “L&#8217;uomo più arrabbiato del mondo” non vuole [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa Nicola Esculaci mi ha scritto chiedendomi di collaborare in modo più continuo con l&#8217;Infundibolo Cronosinclastico, normalmente ho paura di questi impegni perchè finisco per non mantenerli ma Nicola dopo numerose e-mail è riuscito a convincermi. Il nome che ho deciso di dare a questa rubrica “L&#8217;uomo più arrabbiato del mondo” non vuole descrivere necessariamente ne il mio stato d&#8217;animo ne lo spirito con il quale ho intenzione di scrivere gli articoli. Devo però anticipare che non ho intenzione di preoccuparmi troppo del modo in cui dirò le cose e dal momento che non ho molto di cui preoccuparmi visto che secondo le comuni definizioni non esisto, non devo neppure preoccuparmi di perdere la faccia.</p>


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		<title>Starck nudo e crudo</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2005 16:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola esculaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[designer]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa discutendo con un collega mi è capitato di parlare di Philippe Starck, abbiamo discusso dei suoi lavori e di quello che rappresenta nel mondo del design. Ho confidato a questo amico quanto mi sarebbe piaciuto parlare con lo stesso Starck e fargli alcune domande e indovinate cosa mi ha dato: il suo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa discutendo con un collega mi è capitato di parlare di Philippe Starck, abbiamo discusso dei suoi lavori e di quello che rappresenta nel mondo del design. Ho confidato a questo amico quanto mi sarebbe piaciuto parlare con lo stesso Starck e fargli alcune domande e indovinate cosa mi ha dato: il suo indirizzo e-mail! Così, con non pochi sforzi soprattutto dovuti alla lingua, sono riuscito a iniziare una breve corrispondenza con Philippe Starck e per il piacere di tutti gli effezzionati dell&#8217;Infundibolo sono riuscito a convincerlo a rilascirmi una intervista molto interessante anche se breve. Leggetela fino in fondo e fateci sapere.</p>
<p><span id="more-51"></span></p>
<p><strong>Nicola:</strong> Prima di tutto la ringrazio per l&#8217;opportunità che ci sta dando, è un onore intervistare un mito del design come lei.</p>
<p><strong>Starck:</strong> Mi fa molto piacere parlare del mio lavoro con persone che si occupano veramente di design, quando si diventa famosi si finisce sempre per essere avvicinati da gente che non ha neppure idea del lavoro che c&#8217;è dietro alla progettazione di un oggetto, tutti vogliono solo sapere come mi è venuta quella particolare idea e quando ho avuto l&#8217;ispirazione, come se questo mestiere fosse fatto di illuminazione e non di ragianomento.</p>
<p><strong>N:</strong> Molti però la descrivono come un poeta&#8230;</p>
<p><strong>S:</strong> Questo è vero e tutto sommato mi fa piacere ma non bisogna dimenticarsi che i poeti non scrivono, almeno non tutti, cadendo in trance o cose del genere. Scrivere una poesia vuol dire seguire delle regole e sapere anche quando infrangerle. Solo chi ha un idea romantica dell&#8217;artista pensa ad esso come al distruttore delle regole, le opere più grandi della storia non sono nate dal caso ma sono il frutto di lavoro e mediazione.</p>
<p><strong>N:</strong> I suoi lavori a volte sembrano quasi vivere di una vita propria, vere e proprie sculture capaci di sopravvivere anche senza un contesto. Questo non è contrario all&#8217;idea che vorrebbe il design come qualcosa di discreto che esiste ma senza farsi notare troppo e senza togliere spazio alle persone?</p>
<p><strong>S:</strong> E&#8217; difficile per me rispondere a questa domanda, è vero gli oggetti non dovrebbero sovrastare le persone e diventare invadenti però questo principio può essere interpretato in modi molto diversi. Io sono convinto che gli oggetti siano destinati a scomparire per essere integrati direttamente nel nostro corpo ma fino a quando questo non avverrà credo che gli oggetti debbano essere divertenti. Oggi il mondo non permette di essere designer, o almeno non come lo si intendeva negli anni cinquanta in Italia, le variabili che andrebbero prese in considerazione sono troppe e spesso troppo complicate, io cerco solamente di fare oggetti che siano simpatici, che possano strappare un sorriso quando uno se li ritrova davanti camminando per casa. Magari non saranno funzionali come qualche integralista vorrebbe, però anche quando non fanno il loro lavoro alla perfezione uno è disposto a perdonarli e finisce per non arrabbiarsi. Prendiamo per esempio un oggetto progettato nei minimi dettagli ma ne spiritoso ne bello, quando lo si userà sicuramente si rimarrà contenti della funzionalità, di quanto bene fa il suo lavoro ma il fatto è che a volte ci arrabiamo con le cose che ci circondano perchè siamo arrabbiati noi e allora è forse meglio avere davanti qualcosa per la quale proviamo affetto.</p>
<p><strong>N:</strong> Tra non molto a Milano ci sarà il consueto appuntamento con il Salone del Mobile, pensa di andarci?</p>
<p><strong>S:</strong> Ora come ora non lo so, normalmente riesco ad andarci almeno un giorno però quest&#8217;anno ho molti impegni in Cina e può darsi che sia via in quei giorni.</p>
<p><strong>N:</strong> Molti giovani andranno a esporre il proprio lavoro, lei pensa che ci sia del nuovo da qualche parte?</p>
<p><strong>S:</strong> Non credo che ci sia molto di nuovo in giro, quasi tutti i giovani dei quali conosco il lavoro cercano solo di stupire, di fare gli artisti. Spero che l&#8217;immagine che hanno dato di me non abbia contribuito a creare questi nuovi designer che vogliono solo diventare famosi e ricchi. Il design non ha bisogno di cose nuove ma di cose giuste, le novità vere sono frutto della ricerca e non semplicimente di un bel disegno.</p>
<p><strong>N:</strong> Quindi che consiglio si sente di dare ai giovani?</p>
<p><strong>S:</strong> Osservare le persone e interessarsi di tutto, fare design non vuol dire saper usare bene qualche programma di grafica o disegnare come Raffaello. Il design è cultura e la cultura è dappertutto, nei libri che leggiamo, nelle canzoni che ascoltiamo, nei film che andiamo a vedere, nelle persone con le quali parliamo. Io sono diventato famoso e non so bene neppure come sia successo, però è importante rimanere umili e non perdere la capacità di stupirsi delle cose.</p>
<p><strong>N:</strong> I suoi oggetti sono famosi in tutto il mondo e sono apprezzati da tutti, sono anche diventati in qualche modo un simbolo di classe e di gusto, secondo lei il design dovrebbe essere per tutti o solo per un elite?</p>
<p><strong>S:</strong> Sono convintissimo che il design dovrebbe essere per tutti, a volte però il designer deve sottostare a quello che decidono le imprese e come tutti sappiamo le imprese se ne fregano di cosa sia meglio per le persone. Molti mi hanno accusato di fare design costoso e devo ammetterlo i miei oggetti vengono venduti a un mare di soldi ma non dipende da me. Se guardate i miei progetti non impiegano mai materiali costosi o lavorazioni impossibili, certo sono ricercati e hanno forme accattivanti però sono semplici nell&#8217;insieme, non posso farci molto se poi l&#8217;azienda, solo perchè l&#8217;ho disegnato io, decide di assegnargli un prezzo spropositato.</p>
<p><strong>N:</strong> Bene, ci aravamo messi daccordo per nove domande e non voglio venir meno hai nostri patti, l&#8217;ultima domanda quindi voglio fargliela a proposito di una cosa alla quale a fatto riferimento prima e cioè la Cina, cosa ne pensa della preoccupazione che tutti provano per la concorrenza cinese?</p>
<p><strong>S:</strong> Io penso che il paese Cina dovrebbe prendersi più cura dei lavoratori e non permettere che vengano sfruttati. Nello stesso tempo però vedo in Europa e in America un sacco di gente che si preoccupa di come le cose che fanno loro costano meno e di come ci copiano tutto, ma sinceramente la Cina ha una storia ancora più antica della nostra, quando decideranno di usare la loro cultura e di mettersi a creare oggetti costruiti e disegnati da loro saranno veramente più forti. Non ho idea di quale possa essere la soluzione per le imprese europee, forse investire di più nella ricerca.</p>
<p><strong>N:</strong> La ringrazio ancora del tempo che ci ha dedicato e della sincerità che ha riservato all&#8217;Infundibolo Cronosinclastico, prima di salutarla voglio solo togliermi una curiosità: lei è una persona simpatica e questo lo si vede anche dagli oggetti che disegna e dalle foto che si fa fare, ha qualche idea per il primo di Aprile?</p>
<p><strong>S:</strong> Non so, forse farò finta di intervistare un designer di fama mondiale, sai di quelli che probabilmente vivono in una villa con una piscina grossa come il lago di Como e di certo non si fanno avvicinare dal primo sconosciuto, e mi inventerei domande e risposte facendogli dire in questo modo quello che voglio e che mi piacerebbe sentirgli dire ogni tanto.</p>
<p align="center">_________</p>
<p>Spero che nessuno si sia offeso, dubito che Mr. Starck visiti l&#8217;Infundibolo Cronosinclastico in ogni caso gli chiediamo scusa se lo abbiamo offeso e anzi il fatto che abbiamo deciso di usare proprio il suo nome è dimostrazione ulteriore della sua fama in questo mondo.</p>
<p>In chiusura volevo solo dire che questa intervista è si uno scherzo, non per questo i suoi contenuti sono ridicoli anzi le risposte che ci siamo permessi di attribuire a Mr. Starck ribadiscono ancora una volta quale dovrebbe essere secondo noi il ruolo del designer.</p>


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