Premio Vico Magistretti

concorso magistetti

DEPADOVA, insieme a designboom , promuove un concorso internazionale di design.
La partecipazione è aperta a tutti i richiedenti da ogni nazione, prifessionisti, studenti e appassionati di design. La registrazione è gratuita.

Il tema del concorso è : “Vivere la semplicità nel design di arredamento
combinando semplicità con divertimento, eleganza, freschezza e spirito contemporaneo nella progettazione per casa e ufficio.
Stiamo cercando sedi, tavoli, poltrone, innovative. (non sono accettati luce, tavoli da caffè e altri piccoli accessori)

bando completo e registrazione qui.

termine iscrizioni: 25 giugno 2007

Il futuro delle idee

Recensione di: Lawrence Lessig, The future of ideas. The fate of the commons in a connected world , New York, Random House, 2001

Articolo di : Maria Chiara Pievatolo
fonte: collegamento

In inglese il termine “free” significa sia “libero”, per esempio nel senso della libertà di parola, sia “gratuito”, per esempio nel senso di un pranzo gratis. Una democrazia che conviva con una economia fondata sulla proprietà privata può promuovere la libertà di parola e, nello stesso tempo, rifiutare la gratuità dei pranzi. Ma che cosa succederebbe se questa stessa democrazia assimilasse la libertà nel suo significato politico e morale alla gratuità, e prendesse a combattere ogni libertà come una lesione alla proprietà privata? Potrebbe una democrazia sostenersi sul principio che la libertà è un furto? continua »

Conflitti interni

Da qualche giorno ho come l’impressione di far parte di una enorme menzogna e questo non mi piace per niente.
Io sono da sempre un promotore di un design che abbia valore, chiamatelo come volete, chiamatelo come faceva Munari “good design”, qualcuno lo chiama design radicale, non importa, il senso è più o meno lo stesso, un design che crei oggetti che non siano ostacoli(per citare Nicola Esculaci). Quale sia il percorso da fare perchè questo avvenga non lo so con certezza è una strada che tutti percorrono a fari spenti, se però si ha una cartina con se al termine di questo percorso si troverà un oggetto che non è un ostruzione ma un oggetto che migliora le nostre vite.
Ho sempre creduto che il valore del design stesse proprio in questo se però non è così vuol dire che per quanto mi riguarda i designer sono solo dei servi di qualche imprenditore che vuole far soldi creando oggetti attraenti per accalappiare qualche imbecille.
I principi forti che io inevitabilmente riverso nel mio processo di progettazzione sono, se andate a vedere, più o meno sbandierati da tutti, persino le icone del design più chiassoso e alla moda parlano di oggetti accessibili a chiunque e allora come mai nella realtà le cose non vanno così?
E ancora, come mai i designer di oggi sembrano prediligere un design elitario ma privo di valore?
Maldonado dice che il designer sceglie la forma degli oggetti. Subito chiarisce però che queste scelte che possono sembrare libere sono in realtà prese all’interno di un sistema di priorità prestabilite.
I designer sono il mezzo con cui la società da forma agli oggetti.
Facendo il percorso inverso, se si è in grado di leggere la produzione di beni di consumo si può risalire prima a che tipo di progettisti stanno operando e successivamente a che tipo di società sta determinando le scelte progettuali.
Prendiamo le opere dei fratelli Castiglioni e vediamo quell’attenzione alla parsimonia, a creare oggetti che non diventino i protagonisti della nostra vita ma che semplicemente la rendano più piacevole. Era evidentemente una società in cui la parsimonia era un valore in cui dare a tutti la possibilità di avere in casa un oggetto bello e poetico era una volontà ben chiara.
Oggi, con le dovute eccezzioni, ci troviamo di fronte a una proliferazione di oggetti che sono l’auto celebrazione di se stessi, oggetti che non sono altro che la riproposizione di cose viste e riviste. I designer-prostituta propongono qualsiasi cosa pur di apparire e purtroppo anche i grandi vecchi ogni tanto cedono alla tentazione di mantenere quelle forme che li hanno resi famosi trasformandole in clichè. I produttori non vogliono o non possono rifiutarsi di cercare di accalappiarsi fette di mercato e così il design è diventato un marchio come tanti altri. Abusato, stuprato da un imprenditore e lasciato senz’acqua dai suoi stessi padri.
Forse non sto vivendo in una menzogna e sono i designer di oggi che semplicemente non riescono a capire le priorità stabilite dalla società perchè queste sono ben nascoste e mischiate con finte priorità molto più ingombranti, forse addirittura le priorità che dovrebbero guidare la progettazione sono rimaste le stesse ma non riusciamo più a vederle perchè ci siamo innamorati in modo morboso di quello che abbiamo fatto fin ora.
Non so quale sia la verità, se è la società che è cambiata o se il problema stia nei designer sicuramente però il design sta vivendo un momento di contraddizzione che necessita di essere risolto perchè la posta è il significato stesso di questa professione.

L’imbuto nuovo

Ecco cosa è cambiato…

Questo beve articolo vuole illustrare e tenere tracia dei cambiamenti (diciamo pure dei lenti cambiamenti) che sono avvenuti nell’infundibolo nella scorsa estate.
Naturalmente il lavoro non è amcora finito. Anzi, il lavoro non è mai finito. Non sono ancora state aggiornate tutte le pagine e già vengono alla luce punti che si possono ulteriormente migliorare.
L’evoluzione è quindi continua, ma questo passo che descriverò a breve ritengo che sia un buon tentativo di costruire un sito web usabile e accessibile. Insomma, si è cercato di fare un buon progetto, compatibilmente con le capacità di un non-web-designer.

Gli aggiornamenti hanno riguardato la grafica, il codice e in parte i contenuti, anche se l’impostazione generale del sito e delle pagine non è cambiata.

Le novità nei contenuti iniziano con la sostituzione della sezione “discusioni” con un forum vero e proprio, dove l’interazione fra i partecipanti può essere migliore, più ordinata e più articolata.
L’area blog, poi, è stata sostituita con un “vero blog” dove scrive Jester Simon, ma ci farebbe piacere aprire anche altri blog qual’ora ci fosse qualcuno che volesse tenere un proprio diario.
Infine la gestione della Newsletter è stata spostata all’interno del sito, così che potesse essere meglio gestita e che non contenga pubblicità.

All’interno, dove non si vede, nelle righe di codice, sono avvenute le modifiche più sostanziose.
la versione precedente in html con un layout basato su tabelle è stata sostituita da pagine in xhtml con fogli di stile (css) e layout a blocchi fluido (l’impaginazione si adatta alle dimensioni della finestra). Xhtml e css sono stati validati per assicurare l’aderenza agli standard di questi linguaggi definiti dal W3C.
Inoltre sono stati prese in considerazione le indiazioni del Wcag sull’accessibilità. Per fare un esempio, i link (almeno quelli più importanti) hanno un breve testo di descrizione, i collegamenti del menù principale possono essere utilizzati con una combinazione da tastiera, le immagini hanno un testo alternativo, è presente un’indicazione della posizione all’interno del sito, ci sono fogli di stile differenti per diversi media (per la stampa ad esempio), ecc.
Tutto questo unito ad un utilizzo oculato delle immagini consente di avere un sito snello, pulito, facilmente consultabile, anche da chi ha un vecchio modem a 56k.
Inoltre la suddivisione tra xhtml per i contenuti e css per la visualizzazione consente di operare modifiche e migliorie successive che saranno automaticamente applicate all’intero sito.

Per quanto riguarda la grafica, è stata proposta una versione con un uso limitato di immagini, con colori più chiari della precedente, con le parti in evidenza di colore rosso scuro, e con un impaginazione che fa emergere il corpo centrale dallo sfondo attraverso un passaggio di trasparenze.
Come già detto sopra, l’utilizzo di css ci consentirà comunque di fare delle modifiche siccessive che sono già in cantiere (saranno preziosi opinioni e suggerimenti ;) ).

Da ultimo è stata data una ripassata ai vari canali di relazione tra sito e utenti: la classica email, che è sempre la stessa ma che potete inviarci anche tramite un modulo nella pagina apposita, il feed rss con il quale potete tenere d’occhio le novità dell’infundibolo anche senza visitarlo, la newsletter che ogni mese vi riporta i nuovi articoli e gli appuntamenti. E non dimentichiamo il forum, vogliamo che diventi una piazzetta, un salotto, un luogo di ritrovo tra persone con un interesse comune per il design.

Forza, al lavoro!

Compositori

Per un po’ di tempo, forse troppo siamo rimasti fermi. Vacanze, problemi tecnici e poi la volontà di dare all’infundibolo uno spazio nuovo e più funzionale mi hanno tenuto lontano da questo blog. Ora che Zagor, il grande architetto virtuale, mi ha ridato la chiave della porta ricomincio con il mio diario. Prima di tutto voglio quindi assicurare tutti coloro che frequentavano questo luogo di incontro che l’infundibolo funziona ancora e che il mio impegno non è diminuito.

In questi mesi come al solito mi sono posto molte domande alcune di queste anche sul design. In particolar modo una sera a cena con amici è nata una discussione interessante sulla creatività che mi ha portato a fare alcune riflessioni. Tutto è partito parlando di film, la tesi di uno dei presenti era che nella maggior parte dei casi i registi sono più creativi e originali all’inizio della loro carriera. Molte sono le cause emerse a giustificare questo declino creativo: forse i registi da giovani sentono di dover dimostrare qualcosa che con il tempo perde di consistenza, quelle innovazioni che si possono portare nel mestiere agli inizi sono difficili da abbandonare in favore di una nuova sperimentazione, il mercato se apprezza i primi lavori di un regista gli “impone” di continuare con quello stile, i miliardi costano compromessi, ecc.
A questo punto la discussione si è spostata ad altri campi per la necessità di portare esempi diversi e siamo finiti nella musica, qui si è verificata la separazione che secondo me vale la pena di mettere in evidenza: nella musica rock e pop abbiamo riscontrato come spesso la parabola creativa degli artisti poteva essere paragonata a quella dei registi ovvero anche nella musica i primi lavori sono quelli veramente indimenticabili e nuovi ma nella musica classica invece la creazione di un compositore non percorre questo tragitto, la quantità di creatività presente nelle opere rimane costante e le opere prime non sono necessariamente le migliori e in ogni caso le ultime non sono quasi mai le peggiori.
Cosa sto cercando di dirvi? Calma…
Cosa differenzia un compositore di musica classica da un gruppo rock?
Il metodo. Prima di continuare vi prego di capire che non sto dicendo che sia meglio la classica del rock, chi compone questi differenti generi nella maggior parte dei casi ha differenti modi di approcciarsi al processo creativo. (Se pensate che non ami il rock andate a leggervi il mio profilo personale) Il rock è una musica da un punto di vista tecnico musicale semplice, ed è questa la sua bellezza, la sua spontaneità e il fatto che possa essere capita da tutti e che parli a tutti. Chi scrive musica rock in molti casi non applica un metodo compositivo, conosce la musica e cerca di usarla in modo immediato per esprime una passione che sente nascere dentro e che vuole condividere con gli altri, usa la musica per dare voce alla propria anima nel momento stesso in cui questa comincia a parlare. Chi compone musica classica invece ha una maggior padronanza del linguaggio che sta adoperando ma come tutti i linguaggi più complessi necessità di una elaborazione puntuale e rigorosa, è una composizione più strutturata ma non per questo meno originale, magari che passa dalla mente più di quella del musicista rock.
Il designer dovrebbe cercare di diventare un compositore di musica classica, dovrebbe avere un metodo di progettazione ben strutturato e non aspettare che dal cielo gli arrivi l’illuminazione senza per questo rinunciare alla creatività. Nel momento in cui nella testa di un designer nasce l’idea, covata dalla ricerca e dall’osservazione attenta di ciò che lo circonda, avere a disposizione un metodo strutturato per dare corpo a questa idea e per farla crescere garantisce sempre un carta originalità e freschezza.
Tante belle parole ma poi?
Se guardate quali sono i prodotti di design che sono resistiti alla prova del tempo nella maggior parte dei casi sono opere di progettisti che hanno un metodo progettuale e che sanno bene nutrire un idea prima di lanciarla nel mondo. Di questi progettisti le ultime opere sono ancora originali e fresche come le prime e non perché sono stati baciati da Dio quando erano nella culla, contemporaneamente guardate come designer contemporanei a volte osannati del pubblico stiano già mostrando come la loro grande vena creativa si stia trasformando in un semplice e continuo ripetersi di forme.
Il metodo non uccide la creatività, al contrario la mantiene giovane e sana.