Le cose che non si possono in alcun modo rompere
…varie persone che andavano a lavorare nei palazzi destinati ad accogliere il condizionamento automatico, parlarono con i tecnici addetti al Respir-Intell, e il dialogo si svolse circa così.
— Ma, se vogliamo aprire le finestre?
— Non avrete bisogno di aprire le finestre con il nuovo Respir-Intell.
— Sì, ma supponiamo che volessimo solo aprirle per un po’?
— Non avrete bisogno di aprirle nemmeno per un po’. A tutto provvederà il nuovo sistema Respir-Intell.
— Uhm.
— Godetevi il Respir-Intell!
— Va bene, e se il Respir-Intell si rompesse, funzionasse male o cose del genere?
— Ah! Una delle caratteristiche più intelligenti del Respir-Intell è che non può in alcun modo rompersi. Proprio così. Di questo non dovete assolutamente preoccuparvi. Godetevi i vostri respiri, adesso, e buona giornata.
(Fu naturalmente a causa dei Grandi Tumulti per la Ventilazione e il Telefono di SrDt 3454, che ora tutti i congegni meccanici, elettrici, quanto meccanici, idraulici e anche a energia eolica, a vapore o a pistoni devono per legge recare una certa scritta. Per quanto piccolo sia l’oggetto, i suoi progettisti sono costretti a infilare da qualche parte la scritta, perché essa è in fondo destinata a richiamare più la loro attenzione che quella dell’utente.
La scritta dice:
“La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può in alcun modo rompersi è che quando una cosa che non può in alcun modo rompere si rompe, di solito risulta impossibile da riparare.”)
Questa citazione tratta da Adams mi ha fatto sorridere, e mentre sorridevo mi sono accorto che portava con se degli argomenti importanti per un progettista. La riporto qui per condividerla con tutti, e con il proposito di presentarne altre in futuro.
L’osservazione finale è tanto spiritosa quanto vera! strizza l’occhio alla legge di Murphy e predice catastrofici guasti per contrappasso a chi tenta di produrre l’oggetto perfetto (“che non si può in alcun modo rompere”).
Gli insegnamenti per il progettista quindi sono (in ordine sparso):
- tentare di progettare un oggetto perfetto va bene, ma non illudersi di esserci riusciti; qualcuno o qualcosa troverà prima o poi il modo di provocare un guasto
- prevedere che le cose si possono guastare; e di conseguenza prevedere un modo per ripararle facilmente
- se non è conveniente riparare prevedere una facile sostituzione, e di conseguenza un facile smaltimento (vedi disassemblabilità, oggetti monomaterici, ecc)
- meno componenti ci sono e meno sono i componenti che potranno guastare: la semplicità (ragionata) paga anche sotto questo aspetto.

